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Il principio di autonomia nell'organizzazione degli enti locali. le fonti normative interne del comune:i campi d'intervento dello statuto e dei regolamenti secondo quanto dispongono gli articoli 6 e 7 del t.u. del 18.08.2000 n.267.

Per autonomia si deve intendere la capacità riconosciuta ad un ente di darsi regole, norme e,quindi, la capacità di organizzarsi secondo le proprie esigenze e necessità. Tale principio di autonomia trova la sua implicita affermazione nell'art.5 Cost. laddove si afferma che . Tanto è vero ciò che, con legge costituzionale ( G.U. 12.03.2001 n.59), confermata da un referendum popolare, si sono apportate delle modifiche al Titolo V della seconda parte della Costituzione affermando all'art.114, a differenza di quanto prima sancito, che < La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato >. Cioè, sono gli Enti Locali ad essere la base, il fondamento, la struttura portante della Repubblica non essendo più soltanto una ripartizione della stessa ( il previdente art.114 affermava che < La Repubblica si riparte in Regioni, Province, Comuni>). Quanto detto è maggiormente avvalorato nel II co. del nuovo art.114 Cost. perché si afferma che gli Enti Locali -…..sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. -.Peraltro, il principio di autonomia. Che qui interessa, trova una sua altra esplicazione nel nuovo testo dell'art.117 Cost. al VI co. laddove si afferma che < I Comuni, le Province, le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.>.

Come conseguenza di questi nuovi e preesistenti principi costituzionali in materia di autonomia degli Enti Locali, è stato emanato nel 2000 il T.U. delle leggi sull'ordinamento di tali enti che contiene principi e disposizioni nelle suddette materie. La capitale importanza di tale T.U. è evidenziato nella c.d. < clausola di rinforzo> del IV co. art.1 in quanto si afferma che < Ai sensi dell'art.128 Cost. le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.>. il principio di autonomia nell'organizzazione degli Enti Locali trova espresso riferimento nel seguente art.3 T.U. nel quale si indicano i compiti, gli scopi, le varie tipologie di autonomia riconosciute, le funzioni proprie e quelle conferite dallo Stato e dalla Regione, secondo il principio di sussidiarietà.

La massima espressione di autonomia organizzativa degli Enti Locali la troviamo riconosciuta negli artt.6 e 7 del T.U. n.267/2000 in quanto si parla degli statuti e dei regolamenti.Già nella L.142/90 l'autonomia organizzativa degli enti in questione trovava la sua affermazione negli strumenti statutari e regolamentari ma con le modifiche introdotte dal T.U. n.267/2000 essi sono stati ampliati.

Lo Statuto è una sorta di costituzione dell'Ente Locale in quanto esprime e sancisce i principi fondamentali ai quali questi si ispira.Principi che, però, sono quelli fissati dal T.U. n.267/2000 in quanto che l'autonomia ha una sua ragion d'essere solo se svolta nell'ambito dei principi generali dell'ordinamento di cui si fa parte integrante. Quindi, lo Statuto, come massima espressione di potestà normativa, dato che indica le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente, è sott'ordinato alle legge ordinaria. A sua volta, ogni atto regolamentare e non dell'Ente Locale è sott'ordinato allo Statuto. Tale atto indica le attribuzioni degli organi che compongono l'ente in quanto solo in tal modo essi possono operare e svolgere le funzioni riconosciute dalla legge dello Stato. Quindi, le attività del Consiglio, della Giunta e del Presidente della Provincia o del Sindaco - principali organi tramite i quali si forma e si esprime la volontà dell'Ente Locale - vengono regolati dallo Statuto in virtù dell'autonomia di cui s'è detto. Inoltre, lo Statuto, non solo inteso come strumento normativo ma anche come strumento di affermazione della democraticità dell'ordinamento, specifica forme di garanzia e di partecipazione della minoranza politica presente nel Consiglio. Ciò perché la funzionalità dell'Ente Locale può essere assicurata solo tramite una corretta dialettica tra maggioranza ed opposizione politica. Peraltro, la globale democraticità dell'ordinamento dell'Ente Locale viene perseguito dallo Statuto assicurando anche forme di partecipazione popolare alla gestione quotidiana della cosa pubblica garantendo, inoltre, il decentramento in modo tale che l'Ente Locale sia sempre più vicino al cittadino così come vuole lo spirito del principio di sussidiarietà. Lo Statuto, assicurando anche l'accesso del cittadino alle informazioni ed ai procedimenti amministrativi, fa sì che diminuisca sempre più quella tradizionale distanza esistente tra la P.A. e la cittadinanza perché tramite il diritto di accesso si afferma sempre più la legalità e la trasparenza dell'agire amministrativo. In quest'ottica lo Statuto può prevedere l'istituzione del Difensore Civico affinché siano garantiti imparzialità e buon andamento all'amministrazione locale tramite la sua segnalazione di abusi, carenze, disfunzioni e ritardi ai danni del cittadino. A tutela dei principi di pari opportunità tra uomo e donna, lo Statuto stabilisce le norme volte a promuovere la presenza dei due sessi negli organi più importanti dell'Ente Locale nonché negli enti, aziende e istituzioni dipendenti da esso. Ad ulteriore riprova dell'importanza primaria per la vita dell'Ente Locale, lo Statuto stabilisce anche qual è lo stemma ed il gonfalone dello stesso.

Per rendere operativi i principi generali contenuti nella legge e nello Statuto dell' Ente Locale, l'art.7 T.U. n.267/2000 prevede lo strumento normativo del Regolamento che, nella gerarchia delle fonti dell'ordinamento locale, assume la stessa importanza della legge nell'ordinamento statale. Quindi, per una normativa più concreta e di dettaglio, il principio di autonomia organizzativa riconosce la potestà all'ente di darsi regolamenti nelle materie di propria competenza quali, in materia comunale, le funzioni amministrative riguardanti in genere popolazione, territorio comunale ed in particolare i settori dei servizi alla persona, alla comunità, all'assetto del territorio e dello sviluppo economico. A tal scopo l'Ente Locale, per l'esercizio di funzioni in ambiti territoriali adeguati, indica nello Statuto i principi generali e nei Regolamenti dà attuazione a forme sia di decentramento che di cooperazione con latri Enti Locali. Peraltro, i Regolamenti vengono adottati per assicurare sia l'organizzazione sia il funzionamento delle istituzioni locali ( Consiglio - Giunta - Presidente della Provincia o Sindaco ) sia di garantire l'attività propria degli organismi di partecipazione del cittadino all'attività amministrativa dell'Ente Locale. L'importanza dei Regolamenti nell'ordinamento degli Enti Locali risiede nel fatto che esse normano il funzionamento di tutti gli uffici dell'amministrazione locale la quale, proprio per poter esercitare le sue funzioni, necessità di una regolamentazione specifica e particolareggiata.

In ultima analisi, i compiti di intervento degli Enti Locali intanto saranno improntati ai principi di legalità, imparzialità, buon andamento e, quindi, ai principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità, in quanto sapranno essere concreta espressione dei principi espressi nello Statuto e di quel primario principio di autonomia organizzativa dell'Ente Locale che si è visto essere un principio fondante della Carta Costituzionale

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